RIFIUTI NUCLEARI IN PIEMONTE: “ENTI LOCALI ALL’OSCURO DI TUTTO, DEVONO ESSERCI TRASPARENZA E PARTECIPAZIONE”

Torino, 5 gen. = “E’ corretto che le amministrazioni locali vengano a sapere dai giornali che i propri territori sono stati inseriti tra le aree potenzialmente idonee per ospitare un deposito di scorie nucleari? I Comuni sono venuti a conoscenza di ciò a valutazioni già concluse, come un’imposizione. Quali sono stati criteri adottati? Apprendiamo che tra le aree individuate due sono in Provincia di Torino: una è Carmagnola, con un’area individuata tra Casanova, Villastellone e i Favari, e la seconda è un’area compresa tra Caluso, Mazzè e Rondissone. Una decisione così delicata non può essere imposta e nemmeno può prescindere da una partecipazione trasparente degli enti locali, oltreché dall’avvio di un serio dibattito pubblico che non sia però uno scaricabarile tra territori. Ritengo sia fondamentale che i Comuni coinvolti e quelli limitrofi facciano fronte unitario in sede di consultazione pubblica, prevista dopo la pubblicazione della Carta nazionale delle aree potenzialmente idonee. Per questo è necessario avviare quanto prima un dialogo sui territori coinvolgendo tutti gli enti locali e i parlamentari.” Lo dichiara in una nota stampa Tommaso Varaldo, Consigliere Comunale di Chieri. “Come Consiglieri Comunali – aggiunge Varaldo insieme alla Consigliera Rachele Sacco – invitiamo il Comune di Chieri e i comuni del chierese ad avviare un tavolo di concertazione con la vicina Carmagnola, area valutata idonea ad ospitare le scorie nucleari. L’unico obiettivo deve essere ottenere che ogni decisione che sarà presa avvenga nella piena trasparenza e con la massima tutela della salute dei cittadini e del futuro del territorio”, concludono i Consiglieri.