SCUOLA, VARALDO (AIEF): “LA BEFFA DEI BANCHI A ROTELLE: A TORINO, CHIERI, CIRIE’ E IN MOLTI ALTRI COMUNI ARRIVANO A SCUOLE ORMAI CHIUSE, IN ALTRI DEVONO ANCORA ARRIVARE”

Torino, 10 nov = “Le scuole hanno bisogno di banchi innovativi per ripartire? Così diceva il Ministro Azzolina quest’estate, mentre, con Arcuri, prometteva l’arrivo dei banchi a rotelle nelle scuole entro l’8 settembre per l’avvio in sicurezza dell’anno scolastico il 14 settembre. La realtà? La gran parte dei banchi dell’Azzolina sta arrivando in questi giorni, quando le scuole sono state chiuse proprio perchè non sono stati in grado di organizzare la partenza della scuola in sicurezza. In diverse scuole di Chieri, come a Ciriè, Mondovì e molti altri comuni piemontesi i banchi richiesti dalle scuole sono arrivati la scorsa settimana o devono ancora arrivare. Alcuni a Torino sono arrivati oggi. Le stime dicono che ad un mese e mezzo dall’inizio della scuola erano stati distribuiti circa il 10% dei banchi, che ricordo hanno un costo ciascuno che si aggira tra i 120 e 170 euro per quasi due milioni di pezzi totali. Banchi, quindi, che oltre ad arrivare in ritardo ed essere costosissimi, sono anche di dubbia funzionalità: spazio quasi nullo per vocabolari, libri o astucci e agli studenti di statura elevata non entrano le gambe. Così denunciano i pochi studenti che li hanno utilizzati. Però, dice Azzolina, sono belli e colorati. Insomma, un grande pasticcio, che per Azzolina e per Arcuri, ne sono certo, sarà un ulteriore successo personale da raccontare ai cittadini. Da aggiungere a quello del Ministro De Micheli che ha organizzato il trasporto pubblico per gli studenti dicendo che il Covid sui pullman non c’è per i tragitti brevi e che sarebbe stato sufficiente tenere sempre i finestrini aperti (anche se piove). I risultati di questa gestione sono tragici e sono sotto gli occhi di tutti”. Lo dichiara in una nota stampa Tommaso Varaldo, Consigliere Comunale a Chieri del Gruppo Misto Chieri e Presidente dell’Associazione Infanzia e Famiglia – AIEF.

“Prediligono la didattica a distanza? Allora non era forse più urgente impegnare così ingenti risorse per acquistare tablet e computer per consentire di seguire la dad agli studenti meno abbienti o a tutti i figli delle famiglie numerose, oltre ad investire sulle connessioni a internet nelle zone più isolate, campagna e comuni montani, dove gli studenti sono isolati?”, conclude Varaldo